Guardare il mondo

Campus estivo di scrittura per ragazzi

con Enrico Ernst

 

 

17-28 giugno 2019

Età: 11-15 anni

Iscrizioni chiuse

 

In Italia vivono più di 3 milioni di ragazzi tra gli 11 e i 16 anni. Si informano attraverso internet, i social, gli youtuber e whatsapp. Gli adulti – che per il resto sono iperprotettivi – sembrano aver rinunciato a informarli su quello che accade nel mondo e a cercare di dar loro gli strumenti per interpretarlo.

Questo corso nasce per aiutare i ragazzi e le ragazze a capire dieci questioni fondamentali della loro vita. Ogni mattina, dalle 10 alle 13, si affronterà un tema: l’acqua, il cambiamento climatico, la popolarità, l’informazione, i telefonini, la migrazione, lo sport, la democrazia, le armi e l’amore.

Ogni lezione sarà costruita come un gioco, utilizzando filmati, immagini e oggetti di uso quotidiano. Nella seconda parte della lezione i ragazzi faranno esercizi di scrittura creativa sul tema trattato. Un campus estivo di due settimane per conoscere il mondo giocando con la scrittura.

 

Calendario

17, 18, 19, 20, 21 giugno

24, 25, 26, 27, 28 giugno

 

Sede

Belleville – via Vivaio 14, Milano

 

Costo

Una settimana (17-21 giugno oppure 24-28 giugno): 250 

Due settimane (17-28 giugno): 450 

L’iscrizione insieme a un amico dà diritto a uno sconto di 100  a entrambi i partecipanti:

Due settimane (17-28 giugno): 350 

 

Prima lezione | lunedì 17 giugno

L’acqua

La Terra è coperta per il 71% dagli oceani. Dovrebbe chiamarsi «Acqua», non «Terra». Un embrione è composto al 94% di acqua: crescendo, diventiamo sempre più «secchi»… E tuttavia cosa succede? Che stiamo sfruttando l’acqua in modo sconsiderato e questo prezioso elemento si assottiglia sempre di più. In Sudafrica l’emergenza è così forte che a cena gli invitati portano bottiglie d’acqua invece che di vino. Qualcuno pensa che lotteremo per l’acqua. Forse occorre guardare alla molecola di H2O con maggiore attenzione.

 

Esercizi

Raccontiamo un giallo in cui viene rubata dell’acqua. Chi è stato? Perché? Riusciremo a catturarlo?

Immaginiamo di essere delle creature acquatiche e raccontiamo com’è vivere nelle profondità del mare.

Diamo voce all’acqua: facciamola scorrere, ticchettare, sussurrare e raccontare storie.

 

Seconda lezione | martedì 18 giugno

La popolarità

Dietro alle storie delle «celebrità» ci sono tanti aspetti da raccontare, meccanismi, rinunce, fortune, talenti. Ci sono i VIP che non vogliono comparire, come la cantante Mina o J. K. Rowling, l’autrice di Harry Potter; e ci sono celebrità come l’artista Banksy o la scrittrice Elena Ferrante, di cui nessuno conosce l’identità. Sui social, chiunque può diventare popolare. Tante persone, più volte al giorno, controllano like e follower per vedere se sono al centro dell’attenzione altrui, al motto: «Sono perché sono popolare». E dunque: esistiamo, se nessuno ci vede?

 

Esercizi

Tutti insieme, inventiamoci un personaggio popolare: diamogli una faccia, una storia, un carattere.

 

Terza lezione | Mercoledì 19 giugno

3) L’informazione

Le praterie dell’informazione sono attraversate da enormi bufali, anzi no, bufale. Cioè notizie false o semivere o semifalse, che «costruiscono» delle idee che diventano anch’esse, per forza di cose, false o semivere o semifalse. Allora è il caso di mettersi in cammino e capire insieme che strano «animale» è oggi l’informazione… e come separare il falso dal vero, come distinguere la propaganda, lo scherzo, dal «racconto del mondo».

 

Esercizi

In una notizia vera ci sono elementi falsi: sapete riconoscerli? Come possiamo «rimontare» una notizia in maniera narrativa? Proviamo a immaginarci diversi «tagli» da darle: parla in prima persona un protagonista, viene narrata dalla fine all’inizio piuttosto che in modo cronologico, e così via…

 

Quarta lezione | Giovedì 20 giugno

4) I telefonini

La prima telefonata da cellulare è stata fatta… sapete in che data? Il 3 aprile 1974. Il primo cellulare era una specie di pesante e spessa ricetrasmittente; si chiamava “mobile” perché somigliava a un mobile con antenna. Serviva per dialogare a distanza, con la voce (incredibile). Oggi il «mobile» somiglia a un piccolo foglio ed è sostanzialmente un computer, più che un telefono. Col cellulare si naviga in Internet, si videogioca, si ascolta musica, si scrivono messaggi a destra e a sinistra! Gli adulti lo criticano, ma a volte lo usano più dei ragazzi. Ultimamente in Italia il «telefono mobile» ha salvato delle vite: un ragazzino, legato su un autobus sequestrato da un uomo che voleva «bruciare tutti», è riuscito a liberarsi e a raccogliere un cellulare con il quale ha avvisato le forze dell’ordine… Santo cellulare! Ma sapete quanti incidenti d’auto sono provocati ogni anno da persone che guidano distratte dal «telefono mobile»? Diavolo di un cellulare!

 

Esercizi (su whatsapp)

Cosa succederebbe se, una mattina, tutti i telefonini scomparissero? Ne avremmo nostalgia? Potremmo farne a meno? Come sarebbe diventare irreperibili?

Già con Siri, l’assistente intelligente di Apple, si parla al cellulare come se fosse una persona; con le «mappe», il telefonino ci guida e ci parla… allora facciamolo diventare un personaggio, e parliamogli!

 

Quinta lezione | Venerdì 21 giugno

5) Le migrazioni

L’homo sapiens. Oggi si sa, era africano. Ma ha pensato bene di spostarsi, di correre per la savana, e poi attraversare il deserto, scavalcare monti, guadare bracci di mare e poi e poi… ha popolato la terra, e noi siamo i suoi eredi! Mai che ci sia stato un periodo della storia in cui l’uomo, per cercare terre più fertili e felici, non si sia spostato, per terra e per mare. In ogni epoca, come dimostrano le fiabe, i poveri si mettevano in cammino per cercare ricchezza e trovare una vita migliore.

E oggi? Che gli spostamenti di uomini, donne e bambini, in fuga dalla guerra, dalla miseria, o in cerca di posti dove poter vivere più sereni e attivi, creano nuove paure e nuove opportunità? Possiamo fare una fotografia di questa «umanità migrante»? E che ruolo hanno giovani e giovanissimi in questo «movimento di massa» che attraversa e talora travolge i confini? Riusciamo a capire le motivazioni e i «sogni» dei migranti? (Chissà poi che non ci siano in famiglia storie di migrazione, che ci possano suggerire racconti e riflessioni).

 

Esercizi

Usando Google Maps, rifacciamo il viaggio di un ragazzo o di una ragazza che dall’Africa raggiunga l’Italia. Immedesimiamoci in lui: quali sentimenti può avere? Quali speranze, aspettative?

E se per ogni nostro spostamento ci fossero muri e barriere da attraversare, come sarebbe «viaggiare» e spostarsi? Quale tipo di «labirinto» ci troveremmo ad affrontare?

 

Sesta lezione | Lunedì 24 giugno

6) Il cambiamento climatico

La Terra sta morendo di caldo, aumentano cicloni e siccità, si sciolgono i ghiacciai, mentre i mari si riempiono d’immondizia, tanto che nel Pacifico settentrionale tra le Hawaii e gli Stati Uniti galleggia un’isola di plastica grande quanto l’Europa… ma i ragazzi, sì proprio i ragazzi si stanno ribellando e vogliono riprendersi il futuro: la svedese Greta protesta ogni venerdì davanti al Parlamento svedese, per invitarlo a promuovere azioni concrete contro il riscaldamento globale, e il giovane Boyan Slat, olandese, s’è inventato una specie di enorme «pulisci-mare», che ramazzerà un bel po’ di bottiglie e sacchetti nell’Oceano. I ragazzi salveranno il mondo?

 

Esercizi

Immaginiamo di rinunciare a tutto quello che è inquinante. Come cambierebbe la nostra vita?

 

Settima lezione | Martedì 25 giugno

7) La democrazia

A un ragazzo o a una ragazza capita di «assaggiare» presto la democrazia, per esempio all’interno della comunità scolastica, tra le mura delle classi (anche in famiglia? O no?). La democrazia – almeno quella diretta e partecipativa – sembra un modo con il quale un gruppo di persone prende alcune decisioni, attraverso il voto e in modo condiviso: la maggioranza decide, la minoranza accetta il verdetto del voto. Internet ha creato un sogno: ogni aspetto della vita pubblica deciso dalla «democrazia diretta» dei click! Ma tanto più complesso e vario è l’universo della democrazia! Proviamo a metterlo a fuoco insieme. Anche perché l’Italia oggi, secondo alcuni studiosi autorevoli, risulta una «democrazia imperfetta» (perfettissima la democrazia norvegese, invece!). Ma apriamoci al mondo e chiediamoci quanti paesi sono democratici e quanti no. E secondo quali criteri un paese può dirsi democratico? La democrazia è ancora un valore in cui credere (e da difendere) oppure no? Ci sono dei limiti alla democrazia?

 

Scriviamo un racconto: abbiamo alcuni personaggi, i ragazzi sceglieranno il protagonista e voteranno per decidere le sue scelte, che incontri farà… La prima storia scritta democraticamente.

 

Ottava lezione | Mercoledì 26 giugno

8) Lo sport

Perché i calciatori si sono trasformati in eroi? Quali valori rappresentano? Perché tifiamo per loro? In una gara, perché il primo è migliore dell’ultimo?

Lo sport muove migliaia di euro, ma anche sentimenti. Attraverso video di imprese sportive – dalla vittoria del ciclista Marco Pantani al Tour de France 1997 fino alle più incredibili rimonte calcistiche – cercheremo di capire cosa c’è sotto lo sport. Perché ci piace? Perché è un racconto di elementi umani – il coraggio, la determinazione, la bellezza fisica, ma anche l’insicurezza, la sconfitta – come la letteratura.

 

Esercizi

Riusciamo a «inventarci» uno sport fantastico – come il Quidditch di Harry Potter – che magari un giorno si praticherà? (Lo sapevate che esiste il «Quidditch babbano», praticato dal 2005 in tutto il mondo?)

 

Nona lezione | Giovedì 27 giugno

9) Le armi

L’85% delle armi nel mondo non appartiene a polizia o eserciti. In Italia ci sono 8,6 milioni di armi da fuoco, di cui 6,6 milioni non registrate. È stato calcolato che ci sono 14 armi ogni cento abitanti. A Vicenza, la Fiera delle armi è aperta anche ai minori, se accompagnati. Perché le armi sono oggetti così desiderabili, tanto da aver fatto la fortuna dei videogiochi «sparatutto»? Perché esprimono potenza e, quindi, esprimono un desiderio umano. Dai pirati ai cavalieri del Medioevo fino ai soldati nei fortini, l’invenzione della polvere da sparo ha cambiato la storia umana, forse più profondamente di qualsiasi altra invenzione.

 

Esercizi

E se un ragazzino trovasse «una pistola nel cassetto»? Che storia sarebbe?

Sarebbe più potente un’arma che uccide o un’arma che resuscita?

 

Decima lezione | Venerdì 28 giugno

10) L’AMORE

Nel Festival della canzone italiana 2018 il termine «amore» viene pronunciato ogni sera 59 volte, 30 volte si parla di «cuore», e 25 di «vita». L’amore è al centro della discussione, ma di cosa parliamo quando parliamo di amore? Cosa succede nel nostro corpo quando siamo innamorati? In che modo i social stanno trasformando l’amore? Quanto conta saper scrivere, saper usare le parole, per far innamorare qualcuno?

Un bel libro di un autore austriaco (Daniel Glattauer) racconta di un amore «fatto di e-mail». Come sarebbe la stessa storia se i protagonisti si scrivessero su whatsapp?

 

Esercizi

Scriviamo una canzone rap d’amore.

Mettiamo in un cesto la tua lettera d’amore. Qualcuno la pescherà e dovrà rispondere, iniziando così una «corrispondenza», un dialogo d’amore.

 

 

 

 

Enrico Ernst insegna scrittura da tredici anni nelle scuole, nelle biblioteche, nei centri culturali, a Milano e dintorni. Nato nel 1970 a Milano, laureato in Filosofia, ha scritto due pièce teatrali per Quelli di Grock e Atir, sessanta micro-racconti di argomento mitologico (Mythos, DeA), sei romanzi per ragazzi DeAgostini (serie Gli Aspiranti Dei), due libri di narrativa scolastica (Il canto delle Muse e Ragazzi e ragazze nella storia).