Chemistry #24 – They Fight Crime (Tfc)

5 agosto 2015


di Davide Borgna

 

Sin dal 1841, quando Poe pubblicava I delitti della Rue Morgue inaugurando quello che oggi chiamiamo romanzo poliziesco, il genere ha teso a evidenziare una natura duale: non solo nella contrapposizione fra il criminale e il detective capace di sbrogliare la matassa, ma anche nell’affermarsi di una coppia di personaggi impegnati nella risoluzione di misteri.

 

Non a caso Poe descrive l’ingegno funambolico di Dupin attraverso l’occhio sbigottito di un narratore, amico e testimone dell’avventura. Allo stesso modo, com’è stato ripetuto sino a conquistare la proverbialità, il fascino di Sherlock Holmes non sussisterebbe senza il mite dottor Watson (e ciò valeva ai tempi di Conan Doyle come oggi).

 

Tale dinamica persiste malgrado i cambiamenti che interessano il genere nel Novecento, trasmettendosi sia al noir più torbido e pessimista (vedi il caso, già analizzato, di True Detective) che alle varianti più fracassone e spettacolari: i fan di Arma Letale non possono non riconoscere che il successo della saga si deve all’anima da buddy movie incarnata da Mel Gibson e Danny Glover.

 

Nella lotta contro il crimine, la presenza di un compagno è fondamentale poiché aiuta il personaggio a non sprofondare nel buio, a non soccombere ai tentacoli vischiosi di un mondo dominato dalla corruzione. Una simile “vischiosità” è palpabile in The Killing, poliziesco AMC ambientato in una Seattle plumbea dove l’assassinio della giovane Rosie Larsen e l’indagine degli agenti Linden e Holder (coppia spigolosa, ma capace di inattesi squarci di tenerezza) ha per sfondo la battaglia elettorale per l’elezione del sindaco.

 

Quando il protagonista è isolato, assorbito da una ricerca che si tramuta in ossessione, la lotta contro il crimine può anche risolversi a suo favore, ma l’equilibrio interiore sarà irrimediabilmente compromesso. Una lezione impartita da Dürrenmatt col suo La promessa, tuttora, come rammenta il titolo e a dispetto delle innumerevoli imitazioni, il requiem del romanzo giallo.

 

Il succo di questa parabola nerissima sul tarlo della mente si potrebbe riassumere con l’adagio: ciò su cui indaghiamo, ci cambia. E di fronte al Male, il contraccolpo non potrà che essere pieno e devastante, una fatale discesa nel baratro della follia.


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