Chemistry #5 – Rivelazione (Re)

25 marzo 2015


di Davide Borgna

 

Il sodio (Na) è un metallo altamente reattivo, soggetto a combustione con fiamma gialla e ossidazione a contatto con l’aria.

 

James R. Harris chiama il suo equivalente nella Tavola dei Tropi “Reveal”, traducibile come “scoperta”, “rivelazione” o, rifacendosi alla drammaturgia greca, “agnizione”.

Quale che ne sia il contenuto, una rivelazione ha sempre l’effetto di accendere il racconto, innescando una combustione fra gli elementi della trama e generando interrogativi che tengono avvinto il lettore/spettatore: che succederà adesso? Come evolveranno le cose? Il protagonista riuscirà a fare i conti con quanto ha scoperto? Generi come il poliziesco o il giallo classico fanno del Reveal il pilastro su cui poggia il patto fra narratore e pubblico: ci si aspetta che l’assassino venga catturato, l’imbroglio o la cospirazione scoperti.

 

Uno degli esempi più celebri di Reveal si trova in Chinatown (1974) di Roman Polanski. La storia, intricata e torbida quanto un noir chandleriano, inizia quando Jake Gittes (Jack Nicholson) è ingaggiato per spiare Hollis Mulwray, sospettato di infedeltà coniugale. Di lì a poco, però, Mulwray viene assassinato e la trama si infittisce: Jake si ritrova invischiato in una rete che include speculazioni, omicidi e una siccità indotta dai potentati di Los Angeles. Al centro della ragnatela vi è il minaccioso Noah Cross (John Huston), ex socio e suocero di Hollis Mulwray. Risoluto a scoprire la verità, Jake indaga con l’aiuto di Evelyn (Faye Dunaway), figlia di Cross; attratti l’uno dall’altra, i due finiscono per fare l’amore.

 

È a questo punto che si situa la sequenza del Reveal. McKee fa un’analisi ammirevole della scena in Story, cui rimando per l’esame dei singoli beat[1].

Jake scopre che Evelyn gli ha mentito nascondendo in una casa a Santa Monica l’amante di Hollis Mulwray. Jake si reca lì, deciso a inchiodare Evelyn. Al culmine della scena, le intima di svelargli l’identità della ragazza. “È mia sorella” risponde Evelyn, ma Jake non le crede e la colpisce con uno schiaffo. Evelyn cambia versione e afferma: “È mia figlia”. Jake la colpisce ripetutamente, con violenza sempre maggiore finché Evelyn, schiacciata da un fardello divenuto insostenibile, crolla e confessa: “Lei è mia sorella e mia figlia.

 

Il Reveal è inatteso, spiazzante, terribile. Evelyn ammette l’incesto commesso col padre e Jake scopre il tassello mancante, ricomponendo il puzzle: Hollis Mulwray non è stato una vittima della speculazione terriera; è stato ucciso da Noah Cross poiché non voleva rivelargli dove si trovasse Katherine, frutto della sua passione incestuosa.

 

La scoperta cambia violentemente le priorità del racconto: per Jake ed Evelyn la cospirazione, la siccità, i complotti dell’élite corrotta non hanno più importanza. Tutto passa in secondo piano di fronte al Male assoluto incarnato da Noah Cross. Quest’ultimo vuole trovare la figlia-nipote e prenderla con sé per soddisfare le sue pulsioni. Da qui in poi, Jake ed Evelyn saranno protagonisti di una corsa contro il tempo per abbandonare Los Angeles e sottrarre la creatura innocente alle mani dell’orco.

 

Un Reveal sconvolgente e incendiario se mai ve n’è stato uno, che proietta i personaggi – e noi con loro – verso il momento culminante del dramma.

 

[1] R. McKee, Story, Omero editore 2010, pp.152-169.

 


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