Chemistry #55 – Berserk Button (Bb)

23 marzo 2016


di Davide Borgna

 

Nella cultura scandinava, il berserkr era un guerriero di potenza terribile che, quand’era in procinto di lanciarsi in battaglia, cadeva in uno stato di trance che lo portava ad assalire i nemici senza curarsi della propria incolumità, attaccando come una belva furiosa.

 

Questa figura di guerriero invasato ha trovato fortuna nella cultura occidentale grazie al successo delle saghe fantasy, dei fumetti e dei videogame. Uno dei manga più violenti e cupi di sempre è appunto Berserk di Kentaro Miura: è la storia di Gatsu, un mercenario provvisto di doti fisiche eccezionali che viene assoldato da una compagnia di ventura, la Squadra dei Falchi. Nel corso della storia, Gatsu si trova ad affrontare avversari che trascendono la scala umana, ovvero i cinque arcidemoni noti come “La Mano di Dio” e i loro seguaci, gli Apostoli. Per combattere simili nemici, Gatsu entra in possesso dell’armatura del Berserk, che gli conferisce una potenza sovrumana in grado di battere i demoni. Il prezzo, però, è il totale annichilimento della coscienza: Gatsu è letteralmente posseduto dall’armatura.

 

Il termine berserk ritorna in una delle opere più complesse dell’animazione giapponese, Neon Genesis Evangelion. Nell’immaginaria Neo Tokyo-3, il futuro dell’umanità è affidato agli Eva, giganteschi robot umanoidi che possono essere pilotati solo da individui scelti (i “children”). Tra questi c’è Shinji Ikari, un ragazzo introverso e privo di fiducia in se stesso. Anche qui, la modalità berserk si ha quando l’Eva (che è fatto di materia organica, dunque di ossa, muscoli e nervi) viene posseduto da una carica furibonda incontrollabile anche dal suo pilota. Succede all’inesperto Shinji durante la sua prima battaglia contro i nemici dell’umanità, gli Angeli.

 

Il fascino del berserk deriva dal fatto che esso rappresenta l’energia distruttrice radicata nell’inconscio – quella che Freud chiama destrudo. In molte storie i personaggi lottano contro lo scatenarsi di quest’energia, che spesso finisce per esplodere con conseguenze tragiche. Non è un caso che i mostri della letteratura gotica, vampiro e licantropo su tutti, fioriscano in un’epoca contraddistinta dal puritanesimo e dalla repressione degli impulsi sessuali: dietro l’apparenza mostruosa, queste creature incarnano la parte selvaggia in ciascuno di noi, le pulsioni nascoste alla luce del giorno. Tra le serie recenti, Penny Dreadful recupera l’armamentario gotico mettendo insieme tutti i personaggi della tradizione: vampiri, medium, lupi mannari, Frankenstein e Dorian Gray popolano una Londra fosca e decadente, in un pastiche ispirato a certi feuilleton ottocenteschi (gli “spaventi da un penny”), dove la rispettabile società vittoriana lotta contro le metà oscure che la infestano.


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