Descrivere #8

10 febbraio 2017


La porta della tavola calda di Henry si aprì ed entrarono due uomini. Si sedettero al banco.

«Cosa prendete?» gli domandò George.

«Non so» disse uno dei due. «Cosa vuoi mangiare, Al?»

«Non so» disse Al. «Non lo so cosa voglio mangiare.»

Fuori stava facendosi buio. Il lampione si accese davanti alla vetrina. I due uomini al banco leggevano il menu. Dall’altro capo del banco Nick Adams li guardava. Stava parlando con George quando erano entrati.

«Una braciola di maiale con salsa di mele e purè di patate» disse il primo.

«Non è ancora pronto.»

«Allora perché diavolo lo metti sulla carta?»

«Quello è per la cena» spiegò George. «Si può avere alle sei.»

George guardò l’orologio appeso al muro dietro il banco.

«Sono le cinque.»

«L’orologio fa le cinque e venti» disse il secondo.

«Va avanti di venti minuti.»

«Oh, all’inferno l’orologio» disse il primo. «Cos’hai da mangiare?»

«Posso darvi panini di ogni genere» disse George. «Potete prendere uova e prosciutto, uova e pancetta, fegato e pancetta, oppure una bistecca.»

«Dammi delle crocchette di pollo con piselli, besciamella e purè di patate.»

«È per la cena.»

«Tutto quello che vogliamo è per la cena, eh? È così che la metti?»

«Posso darvi uova e prosciutto, uova e pancetta, fegato…»

«Per me uova e prosciutto» disse l’uomo che si chiamava Al. Portava una bombetta e un soprabito nero abbottonato sul petto. La sua faccia era piccola e bianca e lui teneva le labbra serrate. Aveva una sciarpa di seta e i guanti.

«Dammi uova e pancetta» disse l’altro. Era alto più o meno come Al. Le facce erano diverse, ma i due uomini erano vestiti come due gemelli. Indossavano entrambi dei soprabiti troppo stretti per loro. Seduti, si sporgevano in avanti, con i gomiti sul banco.

«Hai qualcosa da bere?» chiese Al.

«Acqua minerale, aranciata, chinotto» disse George.

«Ho detto qualcosa da bere.»

«Solo quello che ho detto.»

«Che vita in questa città!» disse l’altro. «Com’è che si chiama?»

«Summit.»

«Mai sentita?» Al chiese all’amico.

«No» disse l’amico.

«Cosa fate, qui, la sera?» domandò Al.

«Mangiano» disse l’amico. «Vengono tutti a mangiare qui.»

«Giusto» disse George.

«Così tu lo trovi giusto?» Al chiese a George.

«Certo.»

«Tu sei un dritto, no?»

«Certo» disse George.

«Be’, ti sbagli» disse l’altro ometto. «Vero, Al?»

«È scemo» disse Al. «Come ti chiami?» disse rivolto a Nick.

«Adams.»

«Un altro dritto» disse Al. «Non è un dritto, Max?»

«Questa città è piena di dritti» disse Max.

 

E. Hemingway, I sicari


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