Incipit #24

10 agosto 2015


«La giornata a partire dalla quale la vita di Raimund Gregorius non sarebbe stata più la stessa cominciò come innumerevoli altre giornate. Alle otto meno un quarto arrivò da Bundesterasse e imboccò il ponte di Kirchenfeld che dal centro della città conduce al liceo. Era quello che faceva ogni giorno feriale dell’anno scolastico, immancabilmente alle otto meno un quarto. Una volta che trovò il ponte bloccato, commise uno sbaglio durante la lezione di greco. Cosa mai successa in precedenza, e che non si sarebbe ripetuta più. Per giorni e giorni a scuola non si parlò d’altro. Quanto più la discussione andava avanti, tanto più aumentava il numero di coloro che attribuivano l’errore a una distorta percezione uditiva. Tale convincimento finì per prevalere anche fra gli allievi presenti al fatto. Non era concepibile che Mundus, come lo chiamavano tutti, facesse uno sbaglio in greco, latino o ebraico.

Gregorius spinse lo sguardo verso le torri aguzze del Museo storico della città di Berna, poi in alto fino al Gurten e in basso verso l’Aar con le sue acque verde-ghiaccio. Sopra la sua testa raffiche di vento mettevano in fuga nuvoloni bassi, gli rovesciavano l’ombrello, lo colpivano in faccia con sferzate di pioggia. In quel momento si accorse della donna sul ponte. Con i gomiti appoggiati sul parapetto, stava leggendo nel diluvio quella che sembrava una lettera. Doveva tenere fermo il foglio con tutt’e due le mani. Quando Gregorius si avvicinò, all’improvviso lei stropicciò il foglio, lo appallottolò e con un gesto violento lo scagliò nel vuoto.»

 


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