Incipit #61

6 giugno 2016


«Sulle terre rosse e su una parte delle terre grigie dell’Oklahoma le ultime piogge furono leggere, e non lasciarono traccia sui terreni arati. Le lame passarono e ripassarono spianando i solchi piovani. Le ultime piogge fecero rialzare in fretta il mais e sparsero colonie di gramigna e ortiche ai lati delle strade, tanto che le terre grigie e le terre rosso-scure cominciarono a sparire sotto una coltre verde. Nell’ultima parte di maggio il cielo si fece pallido, e scomparvero le nuvole che in primavera avevano indugiato così a lungo con i loro alti pennacchi. Il sole prese a picchiare giorno dopo giorno sul mais in erba, fino a screziare di bruno gli orli di ogni baionetta verde. Le nuvole ricomparvero, e si dileguarono senza tornare più. La gramigna si fece di un verde più scuro per difendersi dal sole, e smise di propagarsi. Il suolo si ricoprì di una crosta dura e sottile, e man mano che il cielo impallidiva, anche il suolo impallidiva, facendosi rosa nelle terre rosse e bianco nelle terre grigie.

Nei solchi scavati dall’acqua, la terra si sfaldava in piccoli rivoli secchi. Formiche e scarabei provocavano minute slavine. E sotto il sole che giorno dopo giorno picchiava più forte, le foglie del mais in erba si facevano meno rigide e dritte; dapprima s’inarcarono appena, poi, con l’indebolirsi della nervatura centrale, ogni foglia si piegò decisamente all’ingiù. Arrivò giugno, e l’intensità del sole crebbe ancora. Le screziature brune sulle foglie di mais si allargarono fino a raggiungere le nervature centrali. La gramigna si sfrangiò e si curvò verso le radici. L’aria era fina e il cielo sempre più pallido, e ogni giorno la terra impallidiva.

Sulle strade percorse dai carri, lì dove le ruote macinavano il suolo e gli zoccoli dei cavalli lo percuotevano, la crosta di terra si frantumava in polvere. Qualunque cosa si muovesse sollevava in aria la polvere: il passo degli uomini la faceva salire fin quasi alla cintola, i carri ne alzavano strati fin sopra le sponde, le automobili lasciavano vortici di polvere dietro di sé. Passava molto tempo prima che la polvere tornasse a depositarsi.»


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