Incipit #75

31 ottobre 2016


Una sera di primavera dell’anno 1934 un signore di età matura scese gli scalini di pietra che da uno dei ponti della Senna conducono alle rive del fiume. Là sono soliti dormire, o meglio accamparsi, i vagabondi di Parigi, cosa nota quasi a tutti, ma che pur merita ricordare in questa occasione.

Uno di tali vagabondi veniva per caso incontro al signore maturo che, del resto, era vestito bene e dava l’impressione di un viaggiatore curioso di visitare i luoghi caratteristici di una città straniera. Il vagabondo aveva un aspetto pietoso e malconcio, proprio come tutti gli altri di cui condivideva la sorte, ma al signore ben vestito e maturo parve degno di una speciale attenzione; il perché non sappiamo.

Era, come si è detto, già sera, e sotto i ponti, in riva al fiume, faceva più buio che sopra, sui ponti e sul Lungosenna. Il vagabondo dall’aspetto malconcio barcollava un po’. Sembrava non si accorgesse dell’anziano signore ben vestito. Costui invece, che non barcollava affatto ma veniva avanti dritto con passo sicuro, si era evidentemente già accorto di lontano dell’uomo barcollante. Il signore maturo sbarrò addirittura il passo all’uomo malconcio. Entrambi si fermarono, l’uno di fronte all’altro.

«Dove va, fratello?» chiese l’anziano signore ben vestito.

L’altro lo guardò un momento, poi disse:

«Non sapevo di avere un fratello, e non so dove la strada mi porta».

«Io cercherò di indicarle la strada» disse il signore. «Ma non deve inquietarsi con me se la prego di un favore insolito».

«Sono pronto a ogni servizio» rispose il vagabondo.

«Vedo bene che lei ha qualche difetto. Ma è Dio a porla sulla mia strada. Lei avrà sicuramente bisogno di soldi, non se la prenda a male per queste parole! Io ne ho troppi. Non vuole dirmi francamente di quanto ha bisogno, almeno per il momento?».

L’altro ci pensò qualche secondo, poi disse: «Venti franchi».

«Ma è senz’altro troppo poco» rispose il signore. «Gliene occorreranno certamente duecento».


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