Incipit #84

16 gennaio 2017


«In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L’aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell’intimità familiare non l’avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo.

Prima, in macchina, dovevano di sicuro aver parlato. Nicolas, seduto dietro, stentava a farsi sentire per via del rumore del riscaldamento, acceso al massimo per disappannare i vetri. La sua unica preoccupazione era sapere se sulla strada avrebbero trovato un distributore Shell. Per nulla al mondo, quell’inverno, avrebbe permesso che si facesse benzina altrove, perché con i buoni della Shell si vinceva un bambolotto di plastica con il torace che si apriva come il coperchio di una scatola, rivelando scheletro e organi: potevi estrarli e rimetterli a posto, cominciando così a prendere confidenza con l’anatomia del corpo umano. L’estate precedente, nelle stazioni di servizio Fina, si vincevano materassini e canotti gonfiabili. In altre ancora certi fumetti di cui Nicolas aveva la collezione completa. Almeno da questo punto di vista si considerava un privilegiato, per via del mestiere di suo padre, che era sempre in macchina e doveva fare il pieno ogni due o tre giorni. Tutte le volte che partiva, Nicolas chiedeva al padre di mostrargli l’itinerario sulla cartina, calcolava il numero di chilometri e lo convertiva in quei buoni che custodiva in una cassaforte grande quanto una scatola di sigari, di cui era l’unico a conoscere la combinazione. Gliel’avevano regalata a Natale i genitori – “per i tuoi piccoli segreti” aveva detto il padre –, e Nicolas aveva insistito per metterla nello zaino. Durante il viaggio avrebbe voluto ricontare i buoni e calcolare quanti gliene mancavano, ma lo zaino era nel bagagliaio e il padre si era rifiutato di fermarsi per aprirlo: avrebbero approfittato di una sosta. Prima dello chalet, però, non ci furono né soste né distributori Shell. Vedendolo deluso, il padre gli promise che entro la fine della settimana bianca avrebbe fatto abbastanza chilometri per vincere lo scorticato anatomico. Se gli dava i buoni, l’avrebbe trovato a casa al suo ritorno.

L’ultima parte di tragitto li portò su strade secondarie non tanto innevate da costringerli a mettere le catene, e per Nicolas fu un’ulteriore delusione. Fin lì avevano viaggiato in autostrada. A un certo punto il traffico rallentò, poi si bloccò per qualche minuto. Il padre di Nicolas tamburellava nervoso sul volante, borbottando che non era normale, in un giorno lavorativo, e per di più a febbraio. Dal sedile posteriore Nicolas lo vedeva solo di tre quarti, la nuca tozza infagottata nel bavero del cappotto. Quel profilo e quella nuca tradivano ansia, e una rabbia amara, tenace. Finalmente il traffico riprese a scorrere. Il padre di Nicolas emise un sospirò e si rilassò: probabilmente era solo un incidente, disse. Nicolas fu colpito da quel tono di sollievo: come se un incidente, dal momento che si limitava a causare un breve ingorgo smaltito con l’arrivo dei soccorsi, potesse essere una cosa da augurarsi. Era colpito, ma anche molto curioso. Con il naso incollato al finestrino, sperava di vedere le macchine accartocciate a fisarmonica, i corpi insanguinati distesi sulle barelle nella luce intermittente dei lampeggianti, e invece non vide niente di niente e suo padre, sorpreso, disse che no, doveva trattarsi di qualcos’altro. Scomparso l’ingorgo, permase il mistero.»

 


There is one comment

  1. maddalena frangioni

    Un modo di raccontare coinvolgente e originale che con maestria ti porta nel racconto e ti sembra di essere sul posto e di vedere i due protagonisti, in questo caso il padre e il figlio, in un momento qualsiasi della loro vita,, come questo loro breve viaggio, carico però di tutti i risvolti densi e più o meno drammatici che spesso racchiude il rapporto padre-figlio.

    Maddalenai

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