L’Uomo Visibile #23 – Hell on Wheels (AMC)

9 agosto 2015


Inferno errante

 

Giunta alla quinta (e conclusiva) stagione, Hell on Wheels costituisce uno di quei fenomeni di lunga serialità che hanno saputo ritagliarsi una fetta di pubblico costante e devota.

 

La cornice della vicenda è la realizzazione della ferrovia transcontinentale che, a metà Ottocento, vide fronteggiarsi sul suolo americano due compagnie, la Central Pacific di Collis Huntington e la Union Pacific dell’ambizioso speculatore Thomas Durant.

 

Costui – interpretato da un intrigante Colm Meaney – è fra i protagonisti della serie, che s’incentra sul mondo corrotto e violento di hell on wheels: così era chiamata la tendopoli che seguiva i lavoratori della ferrovia accampandosi al capolinea dei binari, una Babilonia dedita al gioco d’azzardo, alla prostituzione e al bere.

In questo inferno su ruote giunge Cullen Bohannon (Anson Mount), ribelle confederato in cerca di vendetta per l’assassinio della moglie e del figlio, brutalmente uccisi da una truppa di nordisti.

 

Per soddisfare la sua sete di sangue, Bohannon accetta l’impiego offertogli da Durant come sorvegliante. Pian piano, la sua presenza nei ranghi della Union diverrà sempre più solida e insostituibile…

 

Il pregio di Hell on Wheels sta non solamente nell’aver trasposto su schermo un pezzo di epica americana, messa a nudo nella sua smisurata grandiosità come negli aspetti più degradati; l’efficacia del racconto – e la sua capacità di avvincere un vasto pubblico – risiede nella mescolanza dei registri, l’alternanza fra momenti di sfida titanica tra l’uomo e la natura, e squarci di intimismo che esplorano la fragilità, i sogni dei personaggi.

 

La coppia formata da Cullen ed Elam (Common), un ex schiavo testa calda appartenente alla schiera dei manovali di colore, movimenta l’azione con sparatorie, scazzottate e attimi di amicizia virile.

 

Se una storia vale anche per i suoi villains, la creatura di Joe e Tony Gayton si distingue per un ricco assortimento di “metà oscure”, dal machiavellico Durant all’enorme Thor Gunderson, detto lo Svedese, che cambiando pelle come un serpente si configura, di stagione in stagione, quale autentica nemesi di Bohannon.

 

Attraverso gli strumenti del genere e dell’avventura, Hell on Wheels inscena una lotta che nelle sequenze migliori trascende il contesto storico e guadagna tratti universali: ogni grande impresa, sembrano affermare gli autori, è un’opportunità per esplorare il cuore dell’uomo. Poiché essa svela gli aspetti migliori e peggiori, il paradiso e l’inferno in ciascuno di noi.


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