L’Uomo Visibile #35 – Speciale Netflix #1

22 novembre 2015


Oggigiorno, in arte, l’originalità sembra essere divenuta un’utopia destinata a infrangersi contro l’inevitabilità del “già visto, già detto”. Per fortuna c’è ancora chi riesce a dire cose magari risapute, ma senza adagiarsi stancamente nelle convenzioni, bensì con freschezza, piglio e competenza. È il caso di due novità seriali, appartenenti all’ampio ventaglio narrativo dispiegato da Netflix all’indomani del suo debutto ufficiale in Italia.

 

Grace and Frankie, creata da Marta Kauffman e Howard J. Morris, è una sit-com interpretata da Jane Fonda e Lily Tomlin. L’una è una casalinga ricca e annoiata, con un effimero passato da vip (che riprende, parodizzandola, la diva sul viale del tramonto impersonata in Youth di Sorrentino); l’altra una hippy appassionata di esoterismo e impegno civile, di arte ed ecologia. Cos’hanno in comune queste due donne? Che i loro mariti, soci in affari, fanno coming out e a settant’anni suonati decidono di lasciare le consorti per convolare a nozze. Se si aggiunge che sono dei provetti avvocati divorzisti, si avranno tutti gli ingredienti necessari all’esplosione.

 

Grace and Frankie è una commedia sorprendente, tanto briosa e a tratti sboccata quanto lieve e malinconica. Si sorride spesso, senza mai abbandonarsi a un’ilarità sfrenata. Il dolce e l’amaro sono mescolati sapientemente, al punto da risultare inseparabili. La Fonda e la Tomlin, classe rispettivamente ’37 e ’39, tengono la scena con un vigore degno della screwball comedy (consigliata la visione in lingua originale), stemperando le schermaglie verbali con quel velo di tristezza che cade sui volti e gli sguardi nel crepuscolo dell’esistenza.

 

Di tutt’altro tenore il crespuscolo di Jessica Jones, che conferma il sodalizio instaurato da Netflix con l’universo Marvel. Lei è Krysten Ritter, già vista in Breaking Bad e Don’t Trust the B—- in Apartment 23, che qui veste i panni di un’ex supereroina alcolizzata e con un disturbo post-traumatico da stress.

 

Chi vede il pilota troverà che siamo dalle parti di Raymond Chandler e dell’hard boiled, più che dello sfavillante universo degli Avengers. Notturni, strade bagnate, un caso, appostamenti e scazzottate, l’ombra del passato. Jessica è una Marlowe al femminile, con il dono aggiuntivo di sferrare pugni micidiali e compiere salti prodigiosi; e tuttavia fragile come gli eroi del noir classico.

 

Su tutto incombe l’ombra di Kilgrave, villain provvisto del più diabolico dei poteri, che rappresenta la nemesi e al tempo stesso il peso della colpa che Jessica porta con sé. Insieme a Daredevil, altro titolo di punta del canale, Jessica Jones rappresenta l’ennesimo esempio di quella rilettura umbratile del Supereroe, canonizzata sugli schermi da Christopher Nolan e dal suo Uomo Pipistrello.

 


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