L’Uomo Visibile #4 – La Quinta Stagione (2012)

22 marzo 2015


Homo homini lupus

 

La cinquième saison è un film del 2012 scritto e diretto da Peter Brosens e Jessica Woodworth. In un villaggio nelle Ardenne i paesani la cui esistenza è scandita dall’avvicendarsi delle stagioni si apprestano a celebrare la dipartita dello “Zio Inverno”. Ricorrenza lieta, se non fosse che l’inverno non accenna a passare. Ne seguono moria delle api, del bestiame, delle sementi. L’armonia del villaggio si deteriora e l’insorgere di ostilità e bassezze culmina in un rito violento con cui i paesani sperano di esorcizzare la piaga.

 

Il film rientra di diritto nel miglior cinema fantastico che, in quanto tale, è impregnato di umori sociali. Brosens e Woodworth sono documentaristi e lo si avverte nella sensibilità paesaggistica che a tratti sembra fagocitare l’elemento umano, traducendo l’idea della Natura che da madre si trasforma in matrigna. La regia predilige il campo lungo, lente carrellate e fissità stranianti, inscenando la deriva bestiale della comunità con occhio distaccato, entomologico; gli insetti sono figura ricorrente nella storia, dalle api allevate da Pol all’assortimento di larve, cavallette e mosche che un’avida famiglia accumula come scorta personale (e futura fonte di profitti).

 

Con l’aggravarsi dell’erosione sociale anche lo stile si carica tramutandosi in un incubo di rara bellezza figurativa, tableaux vivants allucinati d’ispirazione fiamminga. Basterebbe la mascherata finale a includere La quinta stagione (penalizzato, come tante pellicole qui da noi, da una distribuzione mordi e fuggi) nell’antologia del distopico contemporaneo: per suggestione visiva viene da associargli The Road (2009) di John Hillcoat.

 

Come spesso avviene, il furore della comunità non può che indirizzarsi verso lo Straniero, demonizzato quale fonte di tutti i mali. La conclusione lascia un tenue barlume di speranza, affidando le aspettative del pubblico ai giovani che dopo aver assistito al dilagare della ferocia si ritirano, umiliati e offesi, ma ancora umani, scomparendo fra le brume della quinta stagione.

 


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